È la gemma preziosa per eccellenza. Le 4C del diamante rappresentano le sue caratteristiche base per chi è indirizzato all'acquisto di questa gemma:

  • Cut / Taglio : proporzioni del taglio che ne enfatizzano la brillantezza e la dispersione (da non confondere con la forma ovale/rotonda/a goccia/a cuore)

  • Clarity / Purezza :  la presenza o meno di inclusioni all'interno del diamante

  • Carat / Carati : il peso della gemma, corrispondente ad 1/5 di grammo (5 ct = 1 grammo)

  • Color / Colore : la percentuale di colore presente nel diamante, ovvero: in un diamante D color con sfumatura gialla, il giallo sarà quasi invisibile, in un diamante K color con stessa sfumatura si noterà più facilmente​

Gemmologia
La gemmologia è la scienza che si occupa dello studio delle gemme, ovveri di tutti quei minerali per le loro caratteristiche (bellezza, colore, trasparenza, rarità ecc..) sono state utilizzate, fin dall'antichità, come ornamento personale, associate spesso ad oggetti in oro e argento. Scopo principale della gemmologia è quello dell'identificazione e dell'analisi qualitativa delle gemme per poi trascrivere la diagnosi in un certificato gemmologico.
Il diamante è una delle diverse forme in cui il carbonio cristallizzo nel sistema cubico con abito cristallino tipico ottaedrico (meno comuni il cubico ed il rombododecaedro). Sulle facce dell'ottaedro si possono spesso notare figure di accrescimento o di corrosione, di forma triangolare, dette trigoni, tipiche del diamante e quindi caratteristico segno di identificazione per il diamante naturale.
Durezza
In gemmologia la durezza ci indica la capacità di una gemma di resistere alle abrasioni/graffi, da non confondere con la tenacità/fragilità. Il diamante occupa il decimo grado della scala Mohs (scala della durezza), termine che rappresenta il valore più elevato in assoluto, pertanto, un diamante potrà essere scalfito solo da un altro diamante. Questa caratteristica non presenta valore massimo in tutte le direzioni del diamante, permettendone così la lavorazione e il taglio. 
Sfaldatura
La sfaldatura è la capacità di un cristallo di rompersi secondo ben precise direzioni cristallografiche, nel diamante cio è possibile parallelamente alle facce dell'ottaedro, il tutto viene pertanto riporatto anche nel diamante tagliato, motivo per cui il diamante viene definito allo stesso tempo la gemma più dura in assoluto ma anche "fragile", cioè la facilità con cui una gemma si sfalda o si frattura.
Caratteristiche ottiche
Il diamante presenta lucentezza "adamantina", il più alto termine di lucetenzza per le pietre trasparenti. Questa caratteristica permette all'occhio dell'esperto di distinguere il grezzo di un diamante da quello di un qualsiasi altro minerale. In una gemma tagliata si definisce brillantezza la somma degli effetti luminosi dovuti alal lucentezza, alla riflessione totale ed alla politura.
Genesi del diamante

La formazione del diamante risale ad un'età compresa tra i 990 ed i 3300 milioni di anni fa a seconda del giacimento.  Nasce a profondità di 150-200km al di sotto della crosta terrestre, ovvero nel mantello superiore a temperature tra i 900°C ed i 1300°C ed a pressioni molto elevate pari a 45-60 Kbar. L'età di formazione varia dai 1000 ai 3300 milioni di anni fa a seconda del giacimento. Viene trasportato in superficie grazie ad una roccia di trasporto nota come Kimberlite. Nel mantello superiore grazie al magma -contenente elevata percentuale di elementi gassosi- si verifica un'esplosione e pertanto una risalita della kimberlite assieme al diamante che raggiungono così la superficie. Il magma raffreddandosi e solidificandosi nel condotto vulcanico, assume in superficie una forma conica avente diametro variabile da pochi metri a 2 km nella struttura nota con il nome di "camino kimberlitico". 

È possibile distinguere tra giacimenti primari e secondari: nei primari la gemma viene a trovarsi all'interno della kimberlite o di rocce analoghe , nei secondari il diamante viene trasportato da parte di torrenti o fiumi ed in genere ne modifica il loro aspetto.

Forma e taglio
Il diamante può essere suddiviso in 5 parti:
tavola, corona, cintura, padiglione ed apice.
Nella descrizione del diamante è necessario
definire la forma ed il tipo di taglio che 
è stato adottato per la gemma in merito.
Tra i tagli principali il più conosciuto e adottato
è sicuramente il taglio a brillante che consta di 57
faccette totali al quale spesso si aggiunge l'apice.
Pertanto, ci riferiamo al "diamante" come
gemma e "brillante" come taglio che
viene effettuato sul diamante.
Il taglio può essere effettuato in diverse forme da
quella rotonda, come ad esempio a forma ovale,

marquise (o "navetta"), a goccia, a cuore,
smeraldo,forma princess, radiant etc....


Purezza
Con il termine "caratteristiche interne" si intende qualsiasi inomogeneità presente all'interno di un diamante: inclusioni cristalline di minerali diversi, fratture, tracce di sfaldatura.
In gemmologia è più appropriato parlare di "caratteristiche interne" piuttosto che di "purezza" in quanto nessun minerale può ritenersi rigorosamente "puro" (motivo per cui quando si ha un diamante totalmente privo d'inclusioni all'analisi del microscopio si è quasi certi che si tratti di un sintetico, ergo, di minor valore). Non fanno parte delle caratteristiche interne tutti gli elementi appartenenti alle "caratteristiche esterne" del diamante (vedi graffi, tacche, politura non buona) che pertanto non andranno ad influenzare il valore di purezza ma andranno ad influire come riduzione per il calcolo della "massa corretta" di un diamante, di cui andremo a discutere più avanti in questa pagina. La diagnosi per il certificato gemmologico di un diamante da regolamento europeo deve essere effettuata usando una lente 10x, e la scala della purezza secondo l'I.G.I. ( Istituto Gemmologico Italiano) è la seguente:

  • P / Piqué : Inclusioni individuabili ad occhio nudo senza l'utilizzo di una lente 10x

  • SI / Small Inclusions : Inclusioni facilmente visibili alla lente 10x

  • VS / Very Small Inclusions : Inclusioni difficili  da vedere alla lente 10x

  • VVS / Very Very Small Inclusions : Inclusioni molto difficili da vedere alla lente 10x

  • IF / Internally Flawless : Assenza d'inclusioni alla lente 10x  (internamente puro)





 

COLORE

I Diamanti in natura sono reperibili in tutte le colorazioni possibili. Tra i più utilizzati come gemma, i colori più comuni sono l'incolore, il giallo ed il bruno. Più rare sono le colorazioni verde, rosa, rosso, blu ed arancione. Le cause di colorazione dipendono essenzialmente da difetti reticolari, come per esempio la presenza di azoto (simbolo chimico N) che sostituisce il carbonio (C) nel reticolo cristallino del diamante, può causare una colorazione gialla o addirittura arancione. Il colore blu invece è dovuto alla presenza di atomi di boro (B). Nell'ipotesi che tali colori siano veramente evidenti (tali da superare il colore Z della scala del colore) è possibile parlare di diamanti "fancy colour" (colore fantasia). Attualmente per classificare il colore del diamante viene adottata la scala per la classificazione del colore proposta dal G.I.A. ( Gemmological Institute of America) accettata anche dall'I.G.I. ed accolta dalla normativa U.N.I.
È bene non confondere a volte il colore del diamante con la sua sfumatura, poiché l'errore che spesso si commette per chi non ha una buona conoscenza della gemmologia, è non considerare questo piccolo ma fondamentale aspetto in quanto è possibile a volte che venga proposto in vendita un diamante colore E con sfumatura gialla (assai penalizzante in quanto più facilmente notabile) come migliore di un diamante colore F con sfumatura grigia ( assai più gradevole di aspetto).





PROPORZIONI DI TAGLIO
Spesso al momento dell'acquisto di un diamante ci si sofferma a parlare di purezza e colore di un diamante, ma difficilmente ci si informa a chiedere il giudizio delle proporzioni del taglio, caratteristica in assoluto più importante quando si parla di diamanti (a differenza delle gemme di colore in cui caratteristica primaria che andremo a ricercare di esse è il colore stesso della gemma e non il taglio). Peculiarità del diamante è la sua brillantezza e la dispersione, pertanto, per incentivare questi due fenomeni dovremo avere un ottimo taglio in modo tale che un raggio di luce che entra all'interno del diamante venga riflesso il maggior numero di volte possibile in modo da far brillare maggiormente la gemma. Caratteristica che balza subito agli occhi di un gemmologo è l'altezza del padiglione di un diamante: quando questo sarà troppo alto o troppo basso il raggio di luce che entra nella gemma fuoriuscirà prima rispetto ad una gemma con un padiglione con altezza corretta, rendendola così una gemma che non brilla e pertanto sgradevole. Per questo e tanti altri motivi è sempre altamente consigliato acquistare diamanti e gemme preziose da professionisti maggiormente qualificati quali un gemmologo, in quanto potranno riconoscere al momento del loro acquisto all'ingrosso i diamanti qualitativamente migliori esattamente allo stesso prezzo di quelli con delle penalizzazioni che li rendono qualitativamente inferiori (vedi più avanti "massa corretta") evitando di rivendere a loro volta diamanti per cui si va a pagare qualcosa di troppo rispetto al loro reale prezzo. Inoltre in presenza di un gemmologo vi sarà una preparazione maggiore per rispondere a domande più dettagliate oltre alla semplice purezza e colore di un diamante riportate su di un cartellino del produttore.









MASSA CORRETTA

Per determinare il costo reale di un diamante (ed anche per far notare al fornitore una non improvvisata conoscenza della gemmologia in modo da evitare di comprare gemme qualitativamente inferiori allo stesso prezzo di altre più belle) un gemmologo fa spesso utilizzo della massa corretta, ovvero di una serie di calcoli matematici che si viene a verificare qualora il diamante presenti dei difetti riguardanti le proporzioni di taglio, la simmetria o la politura. Al momento dell'acquisto della gemma presso un fornitore si terrà conto di queste penalizzazioni della gemma e pertanto si proporrà al fornitore di vendere tale gemma ad un prezzo inferiore o di acquistare un'altra gemma che non presenti questi difetti . Attualmente l'opzione n°2 viene adottata il 99% delle volte in quanto il fornitore stesso potrà ricavare maggiori utili vendendo la gemma con suddette penalità ad un prezzo pieno ad un rivenditore di diamanti non adeguatamente preparato a certi dettagli. Motivo per cui sarà possibile ad un gemmologo ottenere gemme qualitativamente migliori senza penalizzazioni simmetriche, di politura o di proporzioni allo stesso prezzo di un diamante che presenta questi svantaggi.


FLUORESCENZA
Per fluorescenza s'intende l'emissione di luce visibile che si interrompe con il cessare dela radiazione stimolante (anche luce solare) è un'altra caratteristica di cui difficilmente si parla nel caso dei diamanti. Essa è elemento penalizzante per i diamanti da gioielleria che appartengono al range della scala dei colori F-I, in quanto qualora vi sia una forte fluorescenza blu in un diamante colore F, alla luce del sole la gemma diverrà completamente blu nascondendo la sua intrinseca bellezza specialmente nelle ore diurne. Al contrario, per tutti i diamanti molto raramente utilizzati in gioielleria se non su espressa richiesta che nella scala del colore dei diamanti appartengono al range J-Z, la fluorescenza applicherà un effetto positivo in quanto nasconderà lo sgradevole colore giallo alla luce solare.

 

 




IMITAZIONI DEL DIAMANTE
Le principali imitazioni del diamante sono tutte quelle gemme trasparenti incolori che presentano caratteristiche ottiche il più possibile vicine a quelle del diamante.  Verranno utilizzati pertanto materiali come topazi, quarzi, zirconi, moissanite, zirconia cubica o corindone sintetico. Elementi tipici del diamante sono l'osservazione ad occhio nudo della sua brillantezza e della sua dispersione,  l'alta durezza che ne garantisce una buona resistenza ai graffi specialmente osservando gli spigoli (pertanto se vedremo una gemma con spigoli gravemente abrasi sarà indice di bassa durezza, e quindi non un diamante). Altri elementi che ci aiutano nella distinzione sono l'analisi delle inclusioni e della fluorescenza. Inoltre, la densità del diamante è di 3,52 , pertanto, su gemme non montate potremo misurarla e se essa corrisponde possiamo anticipatamente escludere il 90% delle imitazioni del diamante. Ad oggi esistono in commercio degli appositi apparecchi elettronici in grado di misurare la conducibilità termica (capacità del diamante di condurre calore) del diamante come strumenti per riconoscere nell'immediato se si tratta di un diamante o di una sua imitazione, particolarmente utili su pietre già montate e pertanto più difficili da analizzare.

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